Fluoro: amico o nemico?

Molto spesso si è sentito parlare di fluoro in ambito odontoiatrico, soprattutto riguardo la diatriba sulla sua utilità nella somministrazione ai bambini e alle mamme in gravidanza. Vediamo insieme i suoi benefici, i metodi di assunzione e le quantità consigliate.
Il fluoro è un elemento presente in alcuni cibi come il the, il vino bianco e rosso, la patate, salmone, gamberetti, latte, alcune carni e nell’acqua.
Le quantità assunte con la dieta sono minime e la fonte maggiore è senz’altro l’acqua potabile.
E’ ampliamente dimostrato che il fluoro ha un ruolo importante nella mineralizzazione di ossa e soprattutto denti e che la sua assunzione nella corrette dosi aiuta ad avere una dentatura più forte. Il più importante beneficio è sicuramente il fatto che gli ioni fluoro riescono a legarsi alla idrossapatite dello smalto dentale formando la fluoridrossiapatite (mineralizzazione) che è maggiormente resistente agli attacchi acidi che sono alla base della patologia cariosa.
Tuttavia se assunto in quantità eccessive può determinare una patologia dentale nota come Fluorosi che si caratterizza con aree biancastre che nelle forme più severe possono arrivare a ricoprire l’intera superficie dentaria. Diventa quindi indispensabile sapere come e quanto fluoro assumere per avere il massimo dei benefici senza effetti collaterali.
Fluoro: come e quanto assumerne?
Risulta quindi chiaro che si tratta di un elemento di grande importanza per la salute dei nostri denti e negli anni si sono susseguite una serie di protocolli che riguardavano le modalità con le quali va assunto.
Oggi è dimostrato che la modalità più sicura ed efficace è tramite il dentifricio, infatti altre modalità quali gocce, pastiglie o integratori che agiscono a livello sistemico sono sconsigliate per la scarsa efficacia e va preso in considerazione il loro utilizzo solamente in presenza di una carenza o impossibilità di assunzione tramite il cibo, l’acqua e il dentifricio.
Di conseguenza è sconsigliata la somministrazione per via sistemica sia nelle donne in gravidanza sia quella nei bambini.
Come detto in precedenza il dentifricio al fluoro è la migliore fonte per i nostri denti data dall’azione diretta (topica) di contatto tra ioni fluoro e superfici dentali.
In particolare il fluoro ha svolge diverse funzioni:
- riduce l’attività cariogena dei batteri e diminuisce la formazione della placca
- può far regredire la lesioni cariose iniziali che si remineralizzano
- si lega al reticolo cristallino dello smalto rendendolo più resistente
Per quanto riguarda le dosi da utilizzare sono consigliati i dentifrici che contengono 1450ppm (parti per milione) di fluoro.
Il loro utilizzo deve iniziare già con l’eruzione del primo dente da latte, tuttavia in dose “pea size” cioè il quantitativo simile ad un pisello, e deve continuare per tutta la vita.
Possiamo quindi concludere che il fluoro è sicuramente un grande alleato della salute dei nostri denti, tuttavia dal momento che l’eccessiva ed errata assunzione può portare alla fluorosi, il nostro studio da sempre fornisce ai pazienti tutte le informazioni necessarie per beneficiare della sue proprietà in totale sicurezza.